
Oggi lo sport non rappresenta più soltanto competizione, risultati o medaglie. Nel mondo contemporaneo sta diventando sempre più uno strumento di connessione, dialogo e cooperazione internazionale. Questo è ciò che definiamo diplomazia sportiva.
Lo sport possiede una forza speciale: parla un linguaggio universale, comprensibile a tutti, indipendentemente dalla nazionalità, dalla cultura, dalla religione o dall’appartenenza politica. Attraverso lo sport si costruiscono relazioni, si riducono i pregiudizi e si creano opportunità di collaborazione anche laddove la politica incontra maggiori difficoltà.
La storia ci offre numerosi esempi, dalla celebre “Diplomazia del Ping Pong” .

Per noi, provenienti da un territorio di confine tra Slovenia e Italia, questa esperienza ha un valore ancora più profondo. La collaborazione con Area 12 FVG dimostra che i confini non devono dividere, ma possono diventare luoghi di incontro, di crescita comune e di valori condivisi.
Particolarmente importante è inoltre il ruolo di organizzazioni come Panathlon International, che attraverso il fair play, l’etica, il rispetto e i valori dello sport contribuiscono allo sviluppo della società e alla costruzione di ponti tra persone e nazioni.
Il panel di oggi rappresenta un’opportunità per riflettere insieme su come lo sport possa contribuire ancora di più alla pace, alla cooperazione, all’inclusione e allo sviluppo delle nostre comunità.
Che lo sport continui ad essere uno spazio di dialogo, rispetto e valori condivisi.
Ghent, 4 giugno 2026