Vai al contenuto
Home » News » PALLACANESTRO DI IERI O DI OGGI? DAN PETERSON HA LE IDEE CHIARE

PALLACANESTRO DI IERI O DI OGGI? DAN PETERSON HA LE IDEE CHIARE

  • 4 min read

Il 28 e 29 maggio a Trieste si è svolta la tappa in anteprima di Sport e Business 2026. Manifestazione ideata e promossa dal Gruppo NEM-Nord Est Multimedia.

Tre giorni di interviste a grandi sportivi, confronti e dialoghi su temi che intrecciano sport, impresa e territorio. Dove lo sport incontra l’economia reale.

La prestigiosa inaugurazione ha avuto luogo giovedì 28  presso il Salone di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, in piazza Unità d’Italia.

Uno degli appuntamenti più interessanti si è tenuto venerdì 29 maggio presso la Sala conferenze del Trieste Campus.

Relatore d’eccezione Dan Peterson allenatore di pallacanestro, commentatore televisivo e membro Italian Basketball Hall of Fame, nato il 9 gennaio 1936 a Evanston (Chicago). 

Iniziò la sua carriera da allenatore nei college americani fino a guidare l’Università del Delaware. In Italia conquistò il successo con la Virtus Bologna e divenne una leggenda con l’Olimpia Milano: 4 scudetti, 2 Coppe Italia, Coppa Korac e Coppa Campioni nel 1987.

Dal 1985 è diventato relatore aziendale e celebre volto pubblicitario. Famosi i suoi slogan “Amici Sportivi!” e “Mamma, butta la pasta!”

Grazie alla sua presenza il grande basket d’autore ha trasformato l’evento conclusivo di Sport di Sport Business Forum a Trieste, in un palcoscenico di riflessioni profonde e attacchi frontali al modernismo sfrenato della pallacanestro globale.

In platea era presente anche Bogdan “Boscia” Tanjević, figura centrale della storia del basket europeo e profondamente legato a Trieste, città che ha scelto come luogo di vita e di riferimento. Due maestri del basket, due storie che hanno segnato generazioni, due modi diversi e complementari di leggere la pallacanestro. 

Insieme hanno dato vita a un bellissimo duetto focalizzato sul futuro della pallacanestro nel nostro paese.

Peterson ha subito infiammato la platea con la sua netta presa di posizione contro lo sbarco della NBA nel Vecchio Continente. Non ha usato mezzi termini: “Ammazzo con il mitra questo concetto di NBA Europe”. Secondo Peterson, la lega americana si muove esclusivamente per interessi finanziari: “La NBA verrà per approfittare del mercato europeo, per arricchirsi” senza lasciare alcun beneficio reale sul territorio.

Anche Tanjevic è rimasto sulla stessa lunghezza d’onda evidenziando la fallimentare matrice puramente economica dell’operazione d’oltreoceano: “Cosa si può fare? Decide il proprietario e gli americani pensano di venire in Europa per guadagnare”.

Successivamente il dibattito si è spostato sulla gestione dei roster nella massima serie di basket italiana, con un duro atto d’accusa contro l’ipotesi di innalzare la quota di stranieri a sette su dodici a partire dal 2027. Il minutaggio dei talenti nostrani è ormai ridotto all’osso dice Peterson: ” Con troppi stranieri non c’è spazio per le promesse italiane che a suon di panchina non sono più giocatori”.

Tanjevic ha espresso totale sintonia, sottolineando l’importanza dell’entusiasmo giovanile rispetto all’usato sicuro d’esportazione: ” I giovani vanno messi in campo perché hanno entusiasmo, che non si compra al supermercato”. Auspicando per l’Italia un modello virtuoso e protettivo simile a quello della Federazione spagnola.

A chiudere l’incontro, sollecitato da una domanda proveniente dal pubblico, l’affondo di Peterson su una delle regole che maggiormente ha stravolto la tattica e la spettacolarità del gioco negli ultimi decenni, il tiro da 3 punti. Senza giri di parole, il Coach ha sentenziato: ” Lo abolisco! Ha rovinato il basket.

Dopo i numerosi” cinque” con l’ex rivale Boscia Tanjevic, coach Peterson si è fermato con fan e appassionati regalando autografi e selfie. Ai giocatori allenati o incrociati nella sua carriera ha riservato abbracci e strette di mano. In prima fila ad ascoltarlo Serena Bontempi, triestina e vincitrice di uno scudetto con la Pagnossin Treviso nella stagione 1980-1981. Il padrone di casa Enrico Samer, ideatore del Trieste Campus, Alberto Tonut, Giovanni Marzini, caporedattore Rai FVG e Presidente di Pallacanestro Trieste fra il 2016 e il 2017 e Davide Cantarello.

Particolarmente intenso l’abbraccio con Ezio Riva, voluto da Peterson nel 1983 all’Olimpia Milano per fornire uno sparring partner di peso a Dino Meneghin e infortunatosi gravemente dopo poche gare. ” Uno degli incidente più gravi che ho visto” ha ricordato, oltre alla sua tempra friulana per cui gli ha voluto attribuire il soprannome di “Roccia”.

 

Andrea Ceccotti

Comunicazione Area 12 FVG

Cliccando qui sopra per inviare questo modulo, sei consapevole e accetti che le informazioni che hai fornito verranno trasferite a Panathlon-Fvg per il trattamento conformemente alle loro condizioni d'uso

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.