
La conviviale di ottobre del Panathlon Club di Pordenone ha ospitato i rappresentanti dello Scherma Club Pordenone. Ad aprire la serata il presidente Giorgio Amadio, che nel suo saluto ha ricordato i numeri record della quinta edizione della PNthlon — la staffetta solidale 6×1 ora che ha portato in centro città 346 squadre e circa 2.100 partecipanti, quasi il triplo rispetto alla prima edizione — e ha rivolto un applauso speciale all’assessore Mattia Tirelli, socio del Panathlon e presente in sala, che alla PNthlon ha corso da solista tutte e sei le ore di gara percorrendo oltre 54
chilometri. Ha quindi voluto fare i propri complimenti al socio Alessandro Prosdocimo, che pochi giorni prima aveva conquistato il secondo posto assoluto al Rally Piancavallo Storico in coppia con Marsha Zanet sulla Subaru Legacy, aggiudicandosi anche il premio “Spettacolo al Monumento”. Ha infine ricordato come la scherma sia lo sport italiano più medagliato nella storia delle Olimpiadi, sottolineando come incarni in pieno i valori panathletici: disciplina, rispetto e continua ricerca di sé stessi. Amadio ha quindi presentato gli ospiti della serata: il presidente dello Scherma Club Pordenone, l’avvocato Alessio Pagnucco, e i suoi atleti.
A fine cena la parola è passata a loro, per un racconto appassionato e ricco di sorprese.
Guido, Fiore e l’arte dell’armonia
È stato Pagnucco ad aprire con una chiave di lettura originale e affascinante: musica e scherma come due facce della stessa medaglia, quella dell’armonia. Guido d’Arezzo, monaco medievale dell’XI secolo, ha codificato la musica dandole le sette note che ancora oggi usiamo, ricavate dalle sillabe iniziali del poema Ut queant laxis. Qualche secolo più tardi, Fiore de’ Liberi da Cividale del Friuli ha fatto lo stesso con la scherma: il suo Flos Duellatorum, con le sette spade e i quattro animali simbolici, ha dato ordine e sistema a
un’arte fino ad allora tramandata oralmente. Due geni, due discipline diverse, una stessa vocazione: trovare la forma perfetta del movimento umano. Fare del male, in questa prospettiva, è osceno. L’arte del combattimento è, nella sua essenza, arte dell’amore. Liebe über alles.
Le tre armi: fioretto, spada, sciabola
Con chiarezza e passione, gli ospiti hanno illustrato le tre specialità. Il fioretto è convenzione: ha regole di precedenza per stabilire chi aveva ragione, chi è arrivato primo nell’azione. La sciabola coinvolge tutto ciò che è dalla vita in su — busto, braccia, testa. La spada è totalità: tutto il corpo è bersaglio, nessuna precedenza, vince chi tocca prima. Non è facile da comprendere per chi non la pratica — ma è questa complessità a renderla affascinante.
Perché la scherma richiede fisico, emotività e psicologia: senza anche uno solo di questi tre elementi, l’assalto è già perduto.
La maschera come portale
Tra le immagini più evocative della serata quella offerta da Enea Gravina, giovanissimo atleta del club: indossare la
maschera significa entrare in un mondo parallelo, dove esistete solo tu e il tuo avversario. La maschera trasforma. Trasfigura. Ogni incontro è unico e irripetibile.
Tamara Blasoni e la sfida agli italiani
La serata ha avuto un momento di grande orgoglio locale con il racconto di Tamara Blasoni, atleta del Club Scherma Pordenone che ai campionati italiani si è trovata di fronte Giulia Rizzi — spadista delle Fiamme Oro, campionessa olimpica a squadre a Parigi 2024 e tra le migliori interpreti mondiali della disciplina. Fare le gare è emozionante, ha spiegato, anche quando di fronte si ha un’avversaria di quel livello: l’importante è riuscire a mettere in difficoltà un avversario forte. Nessun incontro è uguale all’altro.
Pordenone, una realtà in crescita
Dal 1969 il Club Scherma Pordenone si sta affermando nel panorama nazionale — e i riconoscimenti lo confermano: premiato dal Panathlon Club stesso come Team of the Year nel 2018, insignito della Stella di Bronzo al Merito Sportivo dal CONI nel 2019 e dello Scudo d’Onore d’Oro dalla Federazione Nazionale Scherma nel 2024. Pordenone vuole essere di più, e sta lavorando per esserlo: è in arrivo una
nuova sala per i giovani, e il club può vantare tra le sue fila Gaspare Amata, riconosciuto come il migliore arbitro del mondo nella disciplina.
Una serata che ha lasciato a tutti i presenti qualcosa di prezioso: la consapevolezza che dietro una maschera e una lama si cela un mondo fatto di eleganza, intelligenza e — soprattutto — rispetto.
