
Sempre in apertura il club ha accolto tra i suoi soci il notaio Romano Jus, che dopo aver disputato una maratona in gioventù aveva appeso le scarpe da running al chiodo, per rispolverarle molti anni dopo. Alla soglia dei 60 ha ripreso ad allenarsi, e dopo aver nuovamente corso una maratona a distanza di decenni non ha più smesso di calcare le strade di tutto il mondo sulla leggendaria distanza di 42,195 km. Oggi, dopo 10 anni, ha al suo attivo 31 maratone corse in tutto il mondo, comprese molte delle più prestigiose come New York, Boston e la recentissima Tokyo, spesso assieme alla moglie, anche lei maratoneta, e non ha nessuna intenzione di fermarsi.
Il clou della serata è stata la relazione sullo yoga come stile di vita tenuta da Marianna Corona. Un passato sportivo importante, tra arrampicate, sci, e trekking, l’incontro con lo yoga è amore a prima vista; abituata a vivere lo sport come sfida affronta con lo stesso spirito lo yoga, alla ricerca della
perfezione sugli asana più difficili. E’ una malattia che cambia il suo approccio allo yoga e alla vita, e le insegna come praticarlo in maniera corretta, imparando ad ascoltare il proprio corpo. Perché lo yoga è questo: l’unione di mente e corpo attraverso la respirazione e il movimento. Piano piano ricomincia dalle basi, e scopre uno yoga totalmente diverso, capace di portare davvero beneficio, specie in una società stressata e ipertecnologica come la nostra. Con ascolto e rispetto posso ritrovare l’unità di mente e corpo. Con la respirazione consapevole e lasciando correre i pensieri ritrovo me stesso. Imparo a non trattenere tutto dentro, a rilasciare le tensioni.
Non si può imparare da soli, e per quanto un maestro ci possa guidare siamo noi che dobbiamo esplorare il nostro yoga personale, e ritrovare l’armonia in noi stessi.
Una serata ricca, che ha saputo mescolare sport, benessere e comunità con la leggerezza che solo il Panathlon sa dare ai suoi incontri.







