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AMAZING ALEX MORGAN

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ALEX MORGAN, LA STELLA DEL CALCIO FEMMINILE A STELLE E STRISCE E MOLTO ALTRO ANCORA

Lei è una bella ragazza. Lei è una modella. Lei è un scrittrice. Lei è una calciatrice. Lei è Alex Morgan nazionale Usa, oro olimpico a Londra 2012, oro mondiale in Canada 2015 ed argento a quello di Germania 2011. Soccer Athlete of the Year 2011
Per lei si è anche scomodato Il Corriere della sera di qualche tempo fa dedicandole un ampio spazio e decantandola come atleta e come donna, della qualcosa non possiamo non condividere e parlarne a nostra volta.
E’ fuori dubbio che il soccer femminile made in Usa è quello che conquista la platea mondiale di appassionati, come conquista quella dei media. E ne ha ben donde, ricco com’è di titoli e di protagoniste.
Prima fra tutte quella Brandi Chastain che in occasione della finale mondiale a Pasadena nel 1999 realizzò il penalty della vittoria contro la Cina. In segno di felicità si tolse la maglietta restando in un castigato “Bra”, ovvero il reggiseno, per la gioia dei fotografi e della stampa mondiale, facendo, quell’immagine, il giro del nostro globo, che le procurò in seguito fruttuosi contratti di pubblicità.
Ed una permanenza nella Hall of Fames.
L’altra star calcistica è Hope Solo di origine italiana da parte di padre. Di professione portiere, una vera e propria saracinesca, tanto da risultare la migliore numero una del mondiale canadese, con soli tre reti al passivo.
Nasce a Richland nello stato di Washington, dove dà i primi calci nella squadra del Richland High School, proprio così perché all’esordio calcistico preferisce calciare nella porta avversaria. Nella breve permanenza triennale realizza qualcosa come 109 reti. Quindi trasmigra nel Washington Huskies cambiando ruolo e divenendo portiere. Conquista due ori olimpici, Pechino 2008 e Londra 2012 e tre mondiali: un oro in Canada, un argento in Germania nel 2011 ed un bronzo in Cina nel 2007.
Ed eccoci ad Alex Morgan, la terza delle tre stelle statunitensi, punta di diamante dell’Orlando Pride, che tra le sue esperienze c’è stata anche quella nell’Olympique Lyonnais per disputare la Champions League, durante la pausa del Soccer a stelle e strisce. Con l’Olympique è divenuta campione di Francia, ha vinto la Coupe de France, e last but not list la Women’s Champions League. Quindi è tornata negli Usa.
Alex è un’ala mancina veloce quanto basta per essere denominata “Baby Horse” dalle sue compagne di squadra, con un piedino al fulmicotone, basti guardare le sue prodezze su You Tube per rendersene conto, e con dei dribbling che mettono a sedere le malcapitate avversarie.
Con la nazionale a stelle e strisce ha disputato 135 partite mettendo a segno 81 reti (ultimi dati), le più decisive sono servite per vincere ori mondiali ed olimpici.
E’ la gioia degli occhi di chi ama il bel calcio.
Sport woman glamour, fenomeno sociale dei media, icona marketing, lei è tutto questo e molto altro. E la conferma che le capacità dell’atleta entusiasmano ben oltre il campo da gioco è testimoniata da quei tre milioni dollari che guadagna tra sport e pubblicità, destinati comunque ad aumentare.
D’altra parte le sue doti sono così fuori dell’ordinario che la Fifa l’ha chiamata in compagnia di Lionel Messi per realizzare un videogioco (Fifa 16).
Alex non è solo sensibile con il suo piede mancino ma lo è anche nello spirito, tanto da realizzare una trilogia di libri “The Kicks” in cui le protagoniste sono quattro ragazzine. L’intento è quello di volere ispirare le ragazze adolescenti ad amare il calcio, e magari a praticarlo divenendo le protagoniste di domani.
Che sia una ragazza di carattere lo si capisce anche per la battaglia che conduce per l’aumento degli stipendi alle calciatrici ovunque esse siano.
Questa nuova esperienza europea la rende felice, poiché sognava la Champions League già da lungo tempo, e trovarsi in una società come l’Olympique Lyonnais, campione d’Europa, le fa toccare il cielo con un dito. E’ felice perché ha trovato un personaggio come il presidente Aulas che crede nel calcio femminile, e non come Blatter che lo ha sempre ignorato, relegandolo ad un ruolo di Cenerentola.
Sarebbe auspicabile che i personaggi come Alex Morgan si moltiplicassero per portare il Women Soccer ad altri livelli da quelli attuali, basterebbe che la Fifa desse vita ad un programma di livello mondiale costringendo qualsiasi società calcistica ad avere un settore femminile, ma non sulla carta.
(Panathlon Planet)
Estratto da Lettera 22 di marzo 2019

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