
Una serata all’insegna dello sport e dell’inclusione ha visto protagonista il Panathlon, con un approfondimento dedicato al sitting volley e ai suoi valori.
Dopo un breve momento di accoglienza per il nuovo socio Walter De Bortoli, la serata è entrata nel vivo con l’intervento di Simone Drigo, che ha presentato il sitting volley: disciplina paralimpica in forte crescita, capace di coniugare sport, integrazione e partecipazione.
Il sitting volley è una variante della pallavolo giocata da seduti, accessibile a tutti e caratterizzata da regole adattate che rendono possibile la partecipazione congiunta di atleti con e senza disabilità. Proprio questa sua natura inclusiva rappresenta uno degli elementi più significativi: in campo le
differenze si annullano e ogni atleta contribuisce in modo attivo al gioco e al risultato.
Durante l’intervento sono state illustrate le principali caratteristiche tecniche della disciplina, ma soprattutto il suo valore umano e sociale. Il sitting volley si configura infatti come uno strumento concreto di inclusione, capace di favorire il reinserimento, la creazione di legami e la crescita personale attraverso lo sport.
Particolare attenzione è stata dedicata ai progetti sviluppati sul territorio e alle collaborazioni internazionali, che stanno contribuendo alla diffusione della disciplina anche oltre i confini nazionali. Eventi, tornei e iniziative nelle scuole rappresentano oggi leve fondamentali per far conoscere il sitting volley e superare le barriere culturali che ancora lo limitano.
È emerso con forza come questa disciplina non sia destinata esclusivamente alle persone con disabilità, ma possa rappresentare un’opportunità sportiva per tutti, promuovendo un modello di sport più equo, accessibile e partecipato.
La serata ha quindi offerto uno spunto concreto di riflessione
sul ruolo dello sport come strumento di inclusione e coesione sociale, grazie all’impegno di chi ogni giorno lavora per diffondere questi valori


