
Il calcio dilettantistico al centro della conviviale del Panathlon Club Trieste
Il calcio dei dilettanti, con i suoi numeri, i suoi valori e le sue difficoltà, è stato il tema della conviviale di ottobre del Panathlon Club Trieste, ospitata il 13 ottobre all’NH Hotel. Il presidente Ugo Lupattelli ha accolto Ermes Canciani, presidente del Comitato regionale FIGC-LND, Domenico Nicodemo, consigliere dello stesso Comitato con delega al sociale, e Maurizio Costantini, presidente della sezione triestina dell’Associazione italiana allenatori calcio ed ex capitano e allenatore della Triestina.
Un calcio che fa crescere
Canciani ha aperto presentando il suo mondo come un calcio lontano dai grandi interessi economici del professionismo, dove la missione è far crescere i ragazzi in un ambiente sano. Un movimento che in regione coinvolge oltre 100mila persone tra calciatori, tecnici, dirigenti, arbitri e famiglie, e che sta allargando i propri orizzonti, in particolare verso il calcio femminile e verso l’impegno sociale.
Il Futs All e “Vinciamo insieme”
Proprio il sociale è stato il cuore dell’intervento di Nicodemo, che ha illustrato il Futs All. Ispirata al baskin, la disciplina mette in campo insieme generi, abilità ed età diverse, con un regolamento che si adatta alle persone e non il contrario. Il progetto cresce: dal torneo a quattro squadre dello scorso anno si passa a sette formazioni. Nicodemo ha presentato anche “Vinciamo insieme”, iniziativa della Lega Nazionale Dilettanti attiva in tre hub ospedalieri della regione, il Burlo Garofolo di Trieste, il CRO di Aviano e il Santa Maria della Misericordia di Udine, dove i bambini ricoverati possono giocare a calcio balilla, subbuteo e playstation.
Il mestiere dell’allenatore
Costantini ha raccontato le difficoltà di chi siede in panchina oggi. L’allenatore deve confrontarsi non solo con le società ma anche con famiglie che spesso si comportano da manager dei figli, e oltre alla preparazione tecnica deve trasmettere regole e rispetto, un compito tutt’altro che semplice. Sul calo di talenti in Italia ha indicato più cause: i giovani hanno molte alternative e forse è diminuita la passione. Serve nuova linfa, e gli stessi allenatori devono saper essere convincenti nel proporre il proprio calcio.
Una serata che ha ricordato come il calcio di base, lontano dai riflettori, sia prima di tutto una scuola di sport, di inclusione e di vita: valori pienamente panathletici.