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PANATHLON CLUB TRIESTE: LA DIRETTRICE PAVATTI E LA PROMOZIONE DELLO SPORT NELLA SCUOLA

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Lo sport nelle scuole del Fvg dalla “tradizione gentiliana” alla legge regionale del 2018
L’evoluzione formativa tra promozione e insegnanti specializzati

Risalente al lontano 1859, ovvero due anni prima che fosse proclamata l’Unità d’Italia, il termine “ginnastica” in ambito scolastico, introdotto dalla Legge Casati, è ormai superato; tuttavia rimane il più utilizzato, soprattutto dai genitori, per riferirsi a quella che oggi è divenuta educazione motoria alla primaria (elementari), educazione fisica alla secondaria di primo grado (medie) e scienze motorie alla secondaria di secondo grado (superiori).

L’ultima conviviale del Panathlon Trieste, intitolata “La Regione FVG per la promozione dello sport nelle scuole”, ci ha dato l’occasione di approfondire gli aspetti di questa materia nel contesto formativo.

Alla prima riunione del Club, condotta dal neopresidente Ugo Lupattelli, l’ospite d’onore è stato l’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen, che ha portato il saluto istituzionale, lasciando intendere come la scrittura dettagliata di norme e regolamenti spetti ai dirigenti dell’amministrazione pubblica, mentre la Giunta abbia il compito di dettare la guida politica. #Di fondamentale importanza sono le collaborazioni, dalle università di Trieste e Udine – con quest’ultima in particolare che “sforna” professionisti laureati, avendo nel carnet di corsi quello in scienze motorie – al Coni, primo titolare alla diffusione dello sport tra i giovani. E si deve proprio al comitato olimpico il coordinamento del “Movimento in 3S”, progetto mirato alla “promozione della Salute nelle Scuole attraverso lo Sport” e destinato ai bambini delle prime tre classi delle elementari con operatori qualificati.

Questa iniziativa si inserisce nel quadro più ampio della Legge regionale 13/2018 che, con l’articolo 27, intende esplicitamente sostenere l’attività motoria come parte integrante dei percorsi formativi, partendo già dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia, “con l’obiettivo di diffondere corrette abitudini e sani stili di vita, avendo attenzione a un’offerta inclusiva a favore di tutti gli alunni, anche con bisogni speciali e con disabilità”.

Patrizia Pavatti, direttrice del servizio istruzione, orientamento e diritto allo studio nonché relatrice della serata di martedì scorso all’NH hotel, nella sua esposizione è stata molto schietta: «La scuola proviene da una tradizione gentiliana in cui lo sport non ha mai trovato una sua collocazione» – ha esordito. Il riferimento era alla riforma Gentile del 1923, che prende il nome dal ministro dell’istruzione del primo governo Mussolini, con una netta impronta umanistica e il liceo classico a rappresentare l’eccellenza. Già nel 2015, con la riforma diventata popolare col termine “Buona Scuola” è incominciato un processo di radicale cambiamento che, grazie pure a leggi successive, ha visto l’introduzione del docente laureato in scienze motorie già dalla quarta elementare. La Pavatti ha poi precisato che l’indirizzo sportivo, come si definisce quello di un istituto di Tarvisio, di fatto non è riconosciuto: «Il curricolo delle scuole, che una volta si chiamava programma, prevede un 80% comandato e un 20% di autonomia – ha spiegato – in cui si può appunto inserire lo sport». La direttrice ha inoltre sottolineato il giovamento nell’educazione civica, legato al rispetto delle regole, e nella corretta alimentazione, contrastando fenomeni come sedentarietà e obesità; in questo secondo campo è stata menzionata la cooperazione nata recentemente con la “Fondazione Italiana Fegato”, la quale svolge studi e analisi proprio in tale settore e fornisce supporto per monitorare i benefici sulla salute

Maurizio Ciani

Addetto Stampa Panathlon Club Trieste

 

 

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